Verso una Chiesa unita

News

Subito dopo il Concerto ecumenico in onore di Papa Francesco, tutte le mani dei delegati ecumenici che hanno preso parte all’evento “Vie di unità e di pace – Voci in preghiera per i martiri di oggi e per un ecumenismo spirituale”, si sono unite al centro del Sagrato e, ognuno nella propria lingua, ha recitato il Padre Nostro accogliendo così l’arrivo del Santo Padre. Davanti a loro, mosse da giovani ragazzi del RnS, decine di bandiere colorate dei diversi Stati a conferma dell’impegno a intraprendere nuove vie di unità e fratellanza fra i diversi Paesi e le diverse religioni del mondo.

E, come è ormai consuetudine, l’arrivo del Santo Padre sulla Piazza ha infervorato i cuori delle migliaia di pellegrini giunti a Roma da tutte le città d’Italia. Ad accompagnare l’arrivo di Papa Francesco, alcuni canti realizzati dalla Corale del RnS, tra cui un canto molto caro a Papa Bergoglio: “Vive Jesus el Senor”. E, sulle note di Amazing Grace (Grazia meravigliosa), uno dei più noti inni cristiani, interpretata da Don Moen, Darlene Zschech, Noa e Bocelli, migliaia di fazzoletti rossi hanno colorato Piazza San Pietro mentre il Santo Padre raggiungeva il Sagrato. Non è casuale la scelta di questa canzone: il testo (Grazia meravigliosa, quale dolce suono ha salvato un miserabile come me… Una volta ero perso ma ora sono ritrovato, ero cieco, ma adesso vedo…), scritto da John Newton, ex capitano di navi negriere, richiama alcuni passi biblici: «Per questa grazia, infatti, siete stati salvati mediante la fede; questo non viene da voi ma è grazia di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene» (cf Lettera agli Efesini 2, 8-9). La canzone di Newton può considerarsi un inno di ringraziamento a Dio per aver ricevuto la grazia della conversione: dopo essere stato per anni un mercante di schiavi di colore, si convertì e divenne uno dei più grandi oppositori della schiavitù.

Nel suo intervento Papa Francesco ha rivolto una preghiera a Dio affinché possa inviare il suo Spirito Santo per insegnare agli uomini tutto «quello che Gesù ci ha insegnato”; e perché possa ricordare «quello che Gesù ha detto», che «è quello che dà i carismi, che fa le differenze nella Chiesa» e può realizzare l’unità. Il Santo Padre ha ricordato, inoltre, l’importanza della preghiera, una preghiera che deve diventare punto di incontro anche tra coloro che professano religioni diverse. «Se il “nemico” unisce i cristiani nella morte con il martirio del sangue, chi siamo noi per dividere i cristiani nella vita?». «L’unico insostituibile nella Chiesa – ha continuato Papa Bergoglio – è lo Spirito Santo, e l’unico Signore è Gesù… L’unità dei cristiani è opera dello Spirito Santo e dobbiamo pregare insieme». Tra le parole di Papa Francesco, anche un richiamo e l’invito a ritrovarci nuovamente insieme in occasione del prossimo Giubileo dei Movimenti carismatici di tutto il mondo, a Piazza San Pietro nella Pentecoste del 2017.

Salvatore Martinez ha poi rivolto il suo saluto a Papa Bergoglio, ricordando l’incontro dello scorso anno allo Stadio Olimpico di Roma. Nel sottolineare l’importanza di questo straordinario evento ecumenico, il Presidente RnS ha ricordato «come Piazza San Pietro sia l’unica Piazza nel mondo dove si può confessare pubblicamente l’appartenenza a diversi credi».

Due le testimonianze di fede e di conversione lette in presenza di Papa Francesco: quella di Vittorio Aliquò, ex magistrato, che, impegnato in processi antimafia, ha raccontato le difficoltà di una vita vissuta per anni sotto scorta e la necessità di una giustizia dando primato alla misericordia di Dio prima che alle leggi umane. Poi, la testimonianza del diciassettenne Ugo Esposito, che, nonostante l’abbandono della mamma tossicodipendente e la conseguente sfiducia verso il prossimo, grazie al “Giardinetto di Maria” ha saputo riscoprire la presenza di Gesù vivo nella sua vita, diventando egli stesso annunciatore della Parola di Dio attraverso diverse iniziative.
E, prima di lasciare la Piazza gremita di pellegrini, un segno per ricordare la missione a cui tutti i cristiani sono chiamati a rispondere attivamente. Il Papa ha invitato tutti i presenti a tenere alta, in mano, la Bibbia portata da casa e ha poi consegnato il “mandato” di andare a evangelizzare, portando il Vangelo ai poveri, ai prigionieri, ai ciechi, agli oppressi, con l’unzione dello Spirito Santo, che è «amore, gioia pace» (Gal 5, 22). Infine, Papa Bergoglio ha rivolto un saluto ai membri del Comitato nazionale di servizio, agli organizzatori della Convocazione, ai delegati ecumenici e gli artisti che hanno preso parte alla preghiera ecumenica.

Daniela Di Domenico